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Olimpia Gobbi, un modo nuovo per stare ed agire insieme

Intervenendo nel dibattito aperto dal direttore del quotidiano.it sulle nuove forme di partecipazione politica, Olimpia Gobbi affronta il tema della democrazia dal basso e parla delle nuove associazioni sorte nel nostro territorio e delle raltà di riferimento a livello nazionale.

Il dibattito è aperto, come sempre, ad ulteriori contributi.LuoghiComuni 001-1

Caro Direttore, 

quello che scrive è, dal mio punto di vista, tutto vero e condivisibile. In particolare mi ritrovo nel Suo invito a  connetterci fuori dai circuiti istituzionali e partitici del secolo scorso (e che di quel secolo portano i linguaggi e le logiche); siamo in molti ormai, nel Piceno, nelle Marche ed in Italia, a pensare che questa sia  la strada  per rimettere in moto  le tante energie positive in grado  di cambiare i territori ed il Paese,  in grado di ridare vita ed anima al mondo. Prosegui la lettura »

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Assemblea degli iscritti di Piceno al massimo, mercoledì 14 ottobre al Teatro dell’Olmo di San Benedetto del Tronto

Una notevole ricchezza di esperienze, idee e proposte concrete è stata  portata dai soci dell’Associazione  Piceno al massimo in questi brevi mesi dalla  sua costituzione.
pam200Occasione importante di lavoro comune sono stati  i Cantieri aperti, il  convegno seminario tenuto a Grottammare il 17 e 18 luglio scorso, dal quale è  emerso l’indirizzo di far nascere dall’esperienza dell’ Associazione un vero e proprio e  movimento capace di essere un luogo aperto e comune in cui le persone, indipendentemente  dall’adesione o meno ad un partito politico del centro sinistra o altra associazione, possano liberamente approfondire contenuti e problemi, dialogare, condividere idee,  proporre dal basso progetti anche d’iniziativa politica. Prosegui la lettura »

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La Carta dei valori, degli intenti e delle regole

Il territorio piceno è dotato di un denso patrimonio civile che alimenta una rete fra le più fitte, all’interno del quadro  nazionale,    di associazioni di promozione sociale, di cittadinanza attiva, di volontariato, di cooperazione.Paesaggio Piceno

L’amministrazione della Provincia di Ascoli Piceno in carica nel quinquennio 2004/2009  ha portato la sperimentazione e l’attuazione di  metodi decisionali partecipati dalla scala municipale (come sperimentato sin dagli anni Novanta a Grottammare)  ai processi d’area vasta;  la  “Campagna di ascolto” dei Comuni, suo principale strumento,  è  stata considerata una buona pratica  a livello europeo e per questo è stata illustrata al Consiglio d’Europa nell’ambito del seminario internazionale “Coinvolgere i cittadini e le comunità locali nel misurare e favorire il progresso: verso nuovi concetti e strumenti” svoltosi a Strasburgo a fine novembre 2008.

Accanto a tale pratica, sono stati sperimentati ed attivati il  “Tavolo per la programmazione economica” (che ha previsto la partecipazione  attiva e permanente dei rappresentanti istituzionali del sistema delle imprese, delle organizzazioni datoriali, di quelle del lavoro, dell’università, degli enti locali, della Provincia), il “Tavolo Verde” provinciale per la programmazione condivisa delle politiche agricole, il progetto pilota “Valdaso” per la pianificazione e valorizzazione partecipata di un sistema di 23 piccoli  comuni, la coprogettazione fra tutti i Comuni della Provincia  delle risorse europee destinate allo sviluppo locale. Prosegui la lettura »

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Questo è il programma

ELEZIONI PROVINCIALI 6/7 GIUGNO 2009
PROVINCIA DI ASCOLI PICENO
PRESIDENTE MASSIMO ROSSI
PROGRAMMA DI MANDATO

Scarica la scheda sintetica del programma

LA PROVINCIA DEL DIALOGO CON IL TERRITORIO E DELLA BUONA POLITICA

La buona politica si riconosce non tanto dalla enunciazioni verbali e programmatiche quanto dalla capacità di risolvere i problemi e dal metodo di lavoro.
La partecipazione democratica permette di rispondere agli effettivi bisogni dei cittadini e di fare scelte coerenti con il bene comune.
Tale metodo ha qualificato l’Amministrazione di Massimo Rossi già nel precedente mandato. La “Campagna di ascolto” dei Comuni, suo principale strumento, è stata considerata una buona pratica a livello europeo e per questo è stata illustrata al Consiglio d’Europa.
Accanto ad essa, al “Tavolo per la programmazione economica” ed al “Tavolo verde”, già esistenti, si attiveranno

  • un tavolo tra rappresentanti del mondo delle imprese e delle banche per facilitare l’accesso al credito;
  • un tavolo tra rappresentanti del mondo delle imprese e Dirigenza dell’Ente per monitorare l’andamento dei procedimenti amministrativi di interesse del sistema produttivo;
  • un tavolo sulla programmazione dell’offerta formativa e della qualità del sistema scolastico per ridurre possibilmente l’impatto negativo dei tagli sulla scuola pubblica ed in particolare sui servizi scolastici dei piccoli centri, e per favorire il raccordo fra istruzione, formazione e mondo della produzione e del lavoro;
  • un tavolo sulla pesca per la definizione organica di programmi di sviluppo di distretto;
  • osservatori dinamici e partecipati delle qualità dei luoghi che coinvolgeranno l’associazionismo diffuso per realizzare uno sviluppo territoriale sostenibile ed avanzato.

LA PROVINCIA DEI SAPERI E DEL SAPER FARE

In tempo di crisi, di disoccupazione, di riconversione produttiva, di indebolimento dei legami sociali, di perdita di fiducia nel futuro, per creare nuovo sviluppo sostenibile e durevole è indispensabile riflettere sul presente, porre domande a noi ed al mondo, cercare nuove potenzialità, percorsi e prospettive alternative, muoversi in avanti, sperimentare, innovare.
Saperi e competenze, spirito critico, formazione, ricerca, capitale umano sono gli assi strategici dello sviluppo per un territorio che intenda fare innovazione e proporsi sul mercato globale in modo creativo, attrattivo, competitivo.

Il Sistema culturale piceno a scala provinciale.
Con il progressivo consolidarsi del lavoro a rete si punta alla costituzione di un sistema a scala provinciale per la programmazione, la promozione e la gestione dei beni e della attività culturali.
Teatri, musei, biblioteche, archivi, musica, cinema d’autore, folklore, arte contemporanea, letteratura definiranno dal basso, in modo laboratoriale e condiviso un’offerta culturale sempre più integrata, economicamente sostenibile, gestita con professionalità, capace di valorizzare il territorio anche sotto il profilo turistico.

Con la scuola per un’istruzione di qualità e per la diffusione della cultura dell’innovazione.

L’innovazione è soprattutto una visione del mondo, della vita, del lavoro. Fare innovazione vuol dire creare un contesto sensibile e culturalmente creativo, ricco di capitale umano pronto a raccogliere stimoli e sfide, vuol dire diffondere l’interdisciplinarità, predisporre progetti, ambienti, laboratori per l’esplorazione curiosa e problematica, per il superamento di pregiudizi ed arretratezze, per imparare facendo ed interrogando, in stretta connessione con il mondo produttivo e della ricerca.

  • “Documentare il Novecento” per la conoscenza della Storia Contemporanea e per l’innovazione della didattica della Storia (i cui straordinari risultati fino ad oggi raggiunti sono socializzati attraverso il sito www.documentareilnovecento.com);
  • “Le emozioni della scienza” per la diffusione della cultura scientifica attraverso una modalità aperta, interattiva, ludica, operativa (con attività da realizzare presso le sedi della rete dei Musei Scientifici. A quelle oggi attive – la Cartiera Papale di Ascoli dedicata all’Acqua ed il polo Sant’Agostino di Montelparo dedicato alle Scienze della terra- si potranno aggiungere il museo del Mare di San Benedetto del Tronto e, in ottica interprovinciale, l’istituendo museo presso le Officine Storiche “Montani” di Fermo);
  • “La scuola a colori”, per l’integrazione degli alunni stranieri;
  • “www.caffe360.it” : le scuole in rete per una web tv dei giovani, un sito strutturato e gestito da una redazione mista di alunni e docenti. Un progetto pensato per realizzare nuove pratiche di orientamento formativo e per favorire il protagonismo giovanile.

Imparare, formare e programmare insieme al mondo del lavoro.
La crisi economica ed occupazionale impone politiche attive del lavoro mirate in particolare a far crescere il capitale umano e professionalità qualificate per lo sviluppo sostenibile.
Vanno elaborati piani della Formazione professionale e piani dell’offerta formativa delle scuole superiori e dell’Università in stretto raccordo con il mondo produttivo per formare figure professionali non solo rispondenti alla domanda delle imprese, ma anche capaci di intercettare le nuove potenzialità del territorio e di portare nelle stesse imprese valore aggiunto, innovazione, creatività.

Formarsi ed inserirsi nel mondo del lavoro…. facendo.
Orientamento ed inserimento lavorativo non tanto come informazione sull’offerta formativa esistente, ma soprattutto come formazione, esplorazione del mondo della produzione e delle professioni: giovani e meno giovani dentro il mondo del lavoro per conoscerlo, farsi conoscere ed inserirsi attraverso stage, tirocini, borse lavoro per diplomati e laureati e per categorie svantaggiate.

LA PROVINCIA DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE E DELLA QUALITA’ DEI LUOGHI

Il Piceno delle qualità e dello sviluppo sostenibile parte dall’attenzione al benessere delle persone e degli esseri viventi, obiettivo irrinunciabile e costante riferimento del governo della cosa pubblica.
Vivere in contesti sani e belli, avere acqua ed aria pulite, suoli non inquinati, paesaggi rispettati, risorse naturali non dissipate, ambienti di vita, quartieri e città non degradati, scuole, case e luoghi di lavoro sicuri ed accoglienti è diritto fondamentale della persona umana e condizione necessaria del suo benessere fisico, psicologico, sociale, economico.
Un Piceno che voglia essere al passo delle regioni più avanzate d’Europa, che voglia rendere attrattivo il territorio sotto il profilo turistico, dare slancio a nuovi settori produttivi (quali ad esempio quelli della bioedilizia, delle energie alternative, del design), dare valore aggiunto ai prodotti eno-gastronomici, manifatturieri ed industriali deve realizzare qualità.

Qualità ambientale.

La bonifica e la riqualificazione dei siti inquinati come opportunità.

Il progetto di riconversione della SGL Carbon grazie alla capacità progettuale e di coordinamento della Provincia ha ottenuto un finanziamento di 30.milioni di euro per la costituzione di un polo scientifico e tecnologico volto ad assicurare servizi avanzati al nostro sistema produttivo attraverso l’impiego di ricercatori e personale ad alta professionalità. Ora che si è riusciti a trovare le risorse, occorrerà impegnarsi con eguale determinazione e rigore di metodo per la realizzazione di tale progetto, strategico per lo sviluppo del territorio.


Gestione integrata dei rifiuti.

Con un approccio integrato, volto a realizzare una piena sinergia di programmazione ed operativa fra enti locali e cittadini ci si propone di incrementare la raccolta differenziata dei rifiuti, con particolare attenzione al recupero degli olii e della frazione umida, estendendo la modalità del porta a porta che si è rivelato il metodo più efficace di differenziazione e recupero. Si studierà inoltre la sostenibilità ambientale delle più avanzate tecnologie 8come ad esempio la dissociazione molecolare) per gestire le frazioni residue non riciclabili con modalità alternative rispetto alle tradizionali discariche.

Risparmio energetico e fonti rinnovabili di energia.
la Provincia di Ascoli Piceno, già oggi la più fotovoltaica delle Marche, punta alla piena attuazione del pareggio energetico attraverso il risparmio energetico, la diffusione compatibile di impianti per le energie rinnovabili, comprese quelle geotermiche. Sarà approfondita inoltre la possibilità di sfruttare l’energia eolica off shore.

Reti ecologiche e parchi.

I parchi montani dei Sibillini e della Laga, la riserva della Sentina, le zone naturalistiche di protezione speciale diventeranno i nodi per valorizzare le qualità ambientali di tutto il territorio attraverso l’individuazione di corridoi ecologici e l’avvio di progetti di area vasta.

Il Parco Marino.

Il decreto istitutivo dell’Area marina protetta del Piceno, completo di perimetrazione e regolamento di orientamento, è sul tavolo del Ministro dell’Ambiente, dopo un lungo percorso di progettazione concertata con tutti gli attori istituzionali ed economici coinvolti.
E’ già pronta e finanziata anche un’accattivante campagna di comunicazione interna ed esterna al nostro territorio per accompagnarne l’avvio. Il nostro Parco marino, unico nel suo genere perché interessa un’area fortemente antropizzata e ricca di attività economiche, rappresenta una grande opportunità di valorizzazione e promozione delle nostra fascia costiera e delle risorse marine del Piceno. Costituisce altresì lo stimolo per studiare, sperimentare ed esportare nuovi comportamenti, sistemi e tecnologie in tutti i campi d’intervento economico, produttivo e sociale, per fruire delle risorse del mare senza comprometterle. Certamente gli unici sistemi che in un prossimo futuro potranno essere praticati. Le nostre Università hanno già avviato un’importante attività formativa orientata in tale direzione.

Qualità urbanistica ed abitativa

Pianificazione e partecipazione democratica possono garantire scelte di governo del territorio fatte nell’interesse comune.
La Provincia ha approvato la variante al Piano Territoriale di Coordinamento che presenta misure innovative volte a garantire l’accessibilità dei luoghi urbani, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) dei piani regolatori comunali e delle loro varianti, la tutela dei centri storici, la regolamentazione degli insediamenti produttivi, la limitazione degli insediamenti della grande distribuzione commerciale, la tutela dei fabbricati in zona rurale, la riduzione del consumo di suolo. Il mantenimento di tale variante, attualmente all’approvazione degli organi competenti della Regione Marche, è essenziale ai fini della limitazione dei carichi urbanistici,della rivitalizzazione del piccolo commercio, della salvaguardia e recupero dei centri storici anche “minori”, della tutela del paesaggio.

Qualità e sicurezza abitativa, tecniche costruttive e bioedilizia.
L’edilizia pubblica e scolastica dovrà rispondere alle norme di sicurezza (antincendio ed antisismiche). Si estenderà l’istallazione d’impianti fotovoltaici, così come è avvenuto per le scuole, anche agli altri edifici di proprietà provinciale, almeno laddove essa è compatibile con i valori storico estetici dei manufatti. Si incentiverà inoltre la diffusione di tecniche costruttive innovative nell’edilizia residenziale pubblica, affinché essa faccia da modello positivo nei confronti dei privati, perché si diffondano bio-architettura ed energie alternative.

Turismo sostenibile e responsabile.
Turismo d’ incontro, attento agli aspetti sociali e culturali e rivolto alla conservazione degli ecosistemi. Un turismo capace di integrare mare, arte, cultura e natura e di proporre all’esterno un unico pacchetto del “Piceno”, valorizzato e promosso come un territorio qualificato da un’offerta straordinaria per la sua varietà e ricchezza, attrattivo per l’articolata molteplicità di opportunità turistiche: eno-gastonomiche, ciclopedonali, rurali, ambientali, termali, culturali, religiose, scolastiche, sportive, per diversamente abili.

Agricoltura biologica, tipicità, filiera corta per acquistare direttamente dagli agricoltori.

Consumare i prodotti dell’ agricoltura locale, promuovere i prodotti biologici e creare nuovi circuiti di commercializzazione, internazionalizzare le eccellenze enologiche, valorizzare ristoranti e mense con menu tipici del territorio, riattivare le filiere produttive locali attraverso l’incentivazione alla conversione in biologico di diversi attori della filiera (pastifici, farine, lana, agnello dei Sibillini etc. ), creare e registrare marchi di valorizzazione e tutela di produzioni locali di qualità (DOP), dare carattere multifunzionale alle aziende agricole sviluppando il turismo rurale: questi i progetti volti a dare nuove prospettive all’agricoltura sui quali si lavorerà, come è avvenuto finora, in sinergia con gli Enti Locali e con le Associazioni Agricole, riunite nel “Tavolo Verde Provinciale” che si è dimostrato un innovativo e utilissimo strumento di confronto e di condivisione della politica agricola locale.

Paesaggio e marketing territoriale innovativo.

Il paesaggio è un bene strategico non solo perché permette di comunicare con efficacia il territorio, rendendolo riconoscibile nella sua specificità ed unicità, ma anche perché rende i cittadini più consapevoli e responsabili sulla qualità dei contesti di vita. La centralità del paesaggio resterà dunque fondamentale per richiamare l’attenzione nazionale ed internazionale sul nostro territorio, come è avvenuto con il festival “SaggiPaesaggi”, e per realizzare uno sviluppo locale rispettoso della memoria dei luoghi, delle bellezze naturali e storico-artistiche, del patrimonio sociale, del diritto delle popolazioni a partecipare attivamente al governo del territorio.

Il progetto Valdaso.

Il progetto Valdaso rappresenta un modello di pianificazione territoriale integrata, un laboratorio per definire nuovi modelli e strumenti di governo partecipato volti alla valorizzazione paesaggistica, sociale, urbanistica, ecologica ed economica della Valle, alla corretta gestione idrogeologica del suo fiume, all’ottenimento di un marchio d’area. Il fatto che proprio il fiume Aso segnerà i confini amministrativi fra le due nuove province di Ascoli e di Fermo rende di particolare importanza la prosecuzione convinta del progetto al fine di garantire non solo la sottrazione della valle alla condizione di territorio marginale ma anche per assicurarne la tutela e lo sviluppo.

Una viabilità funzionale e sostenibile.

La rete intermodale delle infrastrutture per la mobilità ed i trasporti costituisce certamente un patrimonio fondamentale ed un importante servizio per il territorio. Essa non rappresenta un sistema a se stante ma deve essere dimensionata e progettata in funzione delle reali esigenze sociali ed economiche della comunità locale in quanto una loro programmazione incoerente risulterebbe dannosa dati i loro costi rilevantissimi (distolti da altri investimenti) e l’impatto sull’ambiente, sulle risorse naturali e sulle attività economiche ed imprenditoriali alimentate dalle qualità paesaggistiche del Piceno. Per queste ragioni:

  • sarà fortemente incentivato e qualificato il trasporto pubblico,
  • sarà favorita la mobilità sostenibile attraverso la realizzazione del piano della mobilità dolce
  • sarà supportata la realizzazione delle infrastrutture realmente necessarie, il cui rapporto tra costi e benefici sia certamente vantaggioso. Tra queste certamente:
  1. la metropolitana di superficie lungo l’asse della vallata del Tronto e della costa adriatica
  2. il collegamento della “Pedemontana Abruzzo-Marche” con la nostra Mezzina all’altezza di Castel di Lama per migliore rapido collegamento con Teramo e l’A24;
  3. il completamento della bretella di San Benedetto;
  4. la realizzazione del collegamento medio collinare sull’asse della Mezzina attraverso l’integrazione, il completamento e l’ammodernamento dei tracciati esistenti.

LA PROVINCIA DELLA QUALITA’ DELLA VITA, DEL LAVORO, DELLA SOLIDARIETÀ

Il lavoro.
Contrastare la disoccupazione, la sottoccupazione, la precarietà e favorire un’occupazione di qualità in grado di realizzare la persona è la finalità fondamentale, seppure indiretta, del progetto di sviluppo locale che l’Amministrazione provinciale porta avanti.
Le politiche agricole, dei turismi, dell’innovazione tecnologica, dello sviluppo sostenibile, della ricerca così come quelle culturali, dell’istruzione e della formazione tendono tutte a creare le condizioni più favorevoli sia sul versante della domanda sia su quello dell’offerta perché si attui nelle forme più piene e per tutti il diritto-dovere al lavoro.

Sicurezza nel luoghi di lavoro.

Sensibilizzazione nei confronti dei giovani, formazione dei responsabili, degli addetti alla sicurezza e dei lavoratori preposti all’uso di attrezzature di particolare pericolosità; soprattutto diffusione di buone pratiche per l’integrazione e lo sviluppo di un sistema efficace di prevenzione nei luoghi di lavoro con la partnership delle organizzazioni sindacali e delle ASUR.

Per un welfare innovativo.

Molto spesso le politiche di inclusione sociale si sono occupate, in maniera univoca (senza dubbio per passione e per necessità), delle cosiddette fasce devianti (tossicodipendenti, senza dimora, prostitute, produttori di insicurezza in genere). Ciò ha allontano i due mondo (quello della normalità e della devianza) quasi fossero antagonisti e conflittuali.
Le future progettualità rileggeranno le relazioni sociali tra gruppi a partire dal quotidiano, che appartiene a tutti. Ecco la chiave per politiche di diffuso benessere sociale: lavorare insieme ai cittadini (con problemi o meno) per costruire quartieri più vivibili, città più a misura, un territorio più accoglienze e conviviale, che superi la paura dell’altro (soprattutto quando questo è diverso o differente).
A partire da questi elementi di processo e dai numerosi progetti già in atto, potranno essere strutturate politiche glocali (che declinino cioè il locale ed il globale, che attivino una cooperazione internazionale che non vada solamente da sud a nord ma anche a ritroso, che sviluppino esperienze e pratiche di pace e di solidarietà).

Sport e nuovi stili di vita.

Abbandonare stili di vita insalubri è precondizione di benessere.
Lo sport inteso non tanto come agonismo quanto come pratica per riappropriarsi del corpo, per migliorare la consapevolezza di sé, per intensificare positive relazione con gli altri, per sperimentare la piacevolezza dell’attività ludica e gratuita. Gli “altri” sport, che possono essere praticati all’aria aperta, entrando in contatto con la natura e con il territorio, continueranno ad essere incentivati e valorizzati anche per la loro funzione educativa verso nuovi stili di vita, di mobilità, di fruizione del tempo libero.

Le imprese.

Non vi può essere occupazione, sviluppo e benessere sociale se le Istituzioni di un territorio non si confrontano sistematicamente con i problemi, le aspettative, le idee delle imprese allo scopo di incoraggiarne i progetti e di contribuire a valorizzarne gli investimenti in capitale produttivo materiale e immateriale.
Questi gli interventi principali che saranno sviluppati, avviati o sostenuti:

  1. Tavoli di ascolto e programmazione comune;
  2. riconversione dell’area ex SGL Carbon e realizzazione al suo interno del polo scientifico e tecnologico avanzato che offra nuove vantaggiose opportunità di insediamento sia ad aziende industriali locali e nazionali che a laboratori di ricerca pubblici e privati, con particolare riguardo alle tecnologie dell’abitare, al designer industriale e ai nuovi materiali;
  3. realizzazione del “secondo polo logistico marchigiano” nell’area vasta di San Benedetto del Tronto;
  4. completamento della copertura di banda larga su tutto il territorio attualmente scoperto attraverso la concreta utilizzazione dei fondi già stanziati dalla Regione Marche;
  5. piena attuazione al piano energetico regionale e, in coerenza con esso, sostegno agli investimenti pubblici e privati per il risparmio energetico e per la produzione di energia da fonti alternative e rinnovabili;
  6. internazionalizzazione delle piccole e medie imprese e strumenti concordati per l’accesso al credito
  7. incentivi per l’autoimprenditorialità e l’imprenditorialità giovanile e femminile.

Verso un distretto di economia solidale.
Si continuerà nel lavoro già avviato verso la costituzione di un distretto di economia solidale, dove le diverse realtà si sostengano a vicenda creando insieme spazi di mercato finalizzato al benessere di tutti, nella ferma convinzione che costruire una nuova economia, più legata al proprio territorio e attenta all’ambiente ed ai lavoratori, non vuol dire inventare qualcosa di nuovo, ma mettere in relazione quanto già esiste, per farlo crescere e permettergli di contaminare un po’ alla volta anche il resto dell’economia.
Con la costruzione del distretto verranno poste in essere diverse azioni sul territorio:

  • istituzione di un fondo per il micro-credito;
  • sostegno alla campagna “Imbrocchiamola” per la valorizzazione e l’utilizzo dell’acqua potabile in brocca presso la ristorazione;
  • la promozione della filiera corta con particolare riferimento ai Gas con listini dedicati, con l’organizzazione della logistica e della distribuzione dei prodotti biologici e di qualità in diversi punti del territorio.

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